A spasso per Palermo araba

di Adriana B.

Oggi 12 Febbraio 2014 l’intera classe ha partecipato a una visita guidata. L’itinerario prevedeva la visita ai monumenti ARABO-NORMANNI di Palermo. La prima tappa è stata la visita alla chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio o San Nicolò dei Greci, detta Martorana: la splendida chiesa è anche legata a un episodio accaduto nel 1308, quando le suore del monastero decisero di preparare in occasione della visita di Papa V dei dolcetti di pasta di mandorle del tutto simili alla forma della frutta (la celebre “frutta di martorana”) e li appesero ad alberelli finti. Quando siamo arrivati la messa era già cominciata, ma lo stesso abbiamo potuto notare le diversità con il rito liturgico della nostra religione. La cosa che più mi ha colpito è che il sacerdote prega con il viso rivolto verso Gesù dando le spalle ai fedeli. Nelle volte e nel soffitto della chiesa sono raffigurati tutti i Santi. Finita la messa siamo andati in Piazza Pretoria soprannominata dai palermitani Piazza della Vergogna per la municipalità corrotta e per la nudità delle statue. Nella Piazza ha sede il Palazzo Pretorio (Palazzo del Comune) e la Chiesa di Santa Caterina. Poi abbiamo visitato Palazzo dei Normanni (Palazzo Reale) al cui interno si trova la Cappella Palatina dedicata ai Santi Pietro e Paolo fatta costruire da Ruggero II d’Altavilla. La chiesa ha tre navate in granito e marmo cipollino. La cupola è interamente decorata con mosaici bizantini in cui sono raffigurati Cristo Pantocratore e scene bibliche varie. Abbiamo proseguito la visita dirigendoci verso la Cattedrale, splendido esempio di come diversi stili architettonici possono vivere in armonia. All’interno ci sono numerose statue che all’inizio erano poste sull’altare ma in seguito sono state collocate lateralmente. All’interno è custodita la salma del Beato Giuseppe Puglisi Martire (il sacerdote ucciso dai boss mafiosi nel settembre 1993 a Brancaccio), nonché dell’imperatore Federico II, lo “Stupor Mundi” e di altri sovrani svevi. Inoltre si può ammirare l’urna d’argento che contiene le spoglie di Santa Rosalia, opera seicentesca di Matteo Lo Casto e Francesco Ruvolo. Questa esperienza mi è piaciuta moltissimo e spero di ripeterla insieme ai compagni e ai professori.

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