Dal diario di un’adolescente

di Margherita B., II E

Caro diario…
Il solo fatto che io stia scrivendo in un blocco di fogli dovrebbe dirti abbastanza sull’adolescenza. Gli adolescenti hanno bisogno sempre di qualcuno, di sfogarsi, di essere ascoltati e di essere di essere capiti, soprattutto. Anche se non è facile, o almeno per me, essere capita. Strani gli adolescenti, ma anche gli adulti: sono stati anche loro ragazzi eppure sembra che lo abbiano DEL TUTTO dimenticato.
Adolescenti che non si sanno spiegare.
Adulti che non saprebbero comunque capire.
Sbalzi d’umore improvvisi, momenti in cui ridi a crepapelle e altri in cui hai le lacrime agli occhi e cerchi di nasconderle: non solo perché non sapresti spiegare il motivo per cui stai piangendo, ma anche per il fatto che scomparirebbe quella maschera che ti sei creato attorno al viso col trucco per gli occhi, ma anche col trucco del sorriso, che spesso non è sincero. E forse è proprio questo che mi rende sia bambina che ragazza; momenti di totale spensieratezza, e momenti in cui vorresti scoppiare davanti a tutti. Tornando al discorso degli adulti, OVVIAMENTE loro direbbero che tutto quello che stiamo passando sono stupidaggini: il video-game non funziona più, la barbie ha perso una gamba ecc. Ma non hanno tutti i torti, alla fine è vero che dovremmo essere spensierati e in un certo senso lo siamo. Ma sai, gli adolescenti si fanno complessi per tutto, e tutto ha più o meno la stessa radice: l’autostima. Non ci piaciamo, facciamo di tutto per nasconderci e cercare di apparire “carini”. Che sia col trucco, o con le felpe e i pantaloni larghi che magari riescono a nascondere quelle rotondezze che volentieri taglieresti con le forbici che si trovano nel tuo portacolori insieme a tutti quei pennarelli colorati che incorniciano ciò che rimane (anzi, ciò che appartiene ancora) alla tua infanzia. Noi adolescenti tendiamo spesso a circondarci da falsi amici per riempire quel senso di vuoto che abbiamo e che non riusciamo a toglierci. Tendiamo anche a fare battute alquanto stupide per non sembrare asociali o semplicemente per non mostrare ciò che realmente siamo: timidi, insicuri, con la continua paura di sbagliare e di apparire stupidi, perché la gente si sofferma su ciò che sembri, e non su ciò che realmente sei. Alla fine della giornata, la sera, quando stiamo a letto e non riusciamo a dormire per tutti i complessi e i film mentali che ci facciamo, tutte le mancanze si fanno sentire: chi non si addormenta con la voglia di abbracciare qualcuno che non sia un peluche? E allora mettiamo quelle cuffie, e più alziamo il volume della musica, più abbassiamo quello del mondo che ci circonda, che siamo stanchi di affrontare ogni giorno. E forse è vero che sono proprio questi gli anni migliori, ma io ancora qualcosa di buono non l’ho trovata.
Caro diario, quando puoi, abbracciami, perché in mezzo a tutta questa gente mi sento terribilmente SOLA.
Margherita.