A spasso per la Bellezza di Palermo

di Emanuele R. Prima E, plesso Archimede

Il giorno 01/04/2016 siamo usciti da scuola  per una gita culturale. Siamo stati accompagnati dal professore Puleo, dalla professoressa Miceli e dalla professoressa Poma.

Il nostro giro è partito dalla visita del museo diocesano.
Lì abbiamo visto le 20 camere che anticamente appartenevano a nobili.
Queste camere contengono dipinti e statue che rappresentavano la vita di Gesù.
Abbiamo visto molti dipinti importantissimi, tra cui la madonna di Pietro Novelli, la madonna e la fuga in Egitto di Domenico Gagini, sculture e capitelli del cinquecento siciliano provenienti dalla Cattedrale.
C’era anche un modellino di come doveva essere prima l’altare della Cattedrale.
Inoltre vi erano presenti molte statue in legno, frammenti di marmi e di mosaici, colonnine, reliquiari in argento.
Nelle vetrinette erano esposte urne d’argento, ostensori paramenti in seta e in oro.
Il museo diocesano si trova all’interno del palazzo arcivescovile.
Dopo siamo andati a visitare la chiesa di San Cataldo.
È una chiesa di periodo normanno e fu costruita dall’ammiraglio Magione di Bari.
Le forme architettoniche sono originarie, le arcate sono a viva pietra. Ci sono tre cupole emisferiche  di colore rosso, le pareti sono spoglie e l’interno ha la forma di un rettangolo diviso in tre navate da sei colonne provenienti da costruzioni antiche.
Il pavimento a mosaico, è originale; così anche l’altare con incisi una croce, l’agnello e i simboli degli evangelisti.
La chiesa è oggi sala degli ordini dei cavalieri del Santo Spirito.
Nella chiesa di San Cataldo si crede  che da qualche parte ci sia nascosto il cadavere della figlia di Magione da Bari.

Successivamente abbiamo visitato la chiesa della Martorana (o Santa Maria dell’Ammiraglio), costruita nel 1143 da Giorgio d’Antiochia, ammiraglio di Ruggero II.
Ha una facciata barocca. La chiesa venne affidata al clero greco; dopo venne ceduta dal re Alfonso d’Aragona al vicino monastero benedettino, fondato da Eloisa Martorana da cui prese il nome. Nel corso dei  secoli subì distruzione e restauri.
Sono rimasti originari il campanile, la facciata e il corpo della chiesa, sormontati dalla cupola emisferica.
La chiesa all’interno è decorata in alto quasi completamente da mosaici del periodo bizantino.
In cima alla cupola c’è il Pantocratore (Cristo Benedicente) e all’interno quattro arcangeli e i quattro evangelisti.
Nelle absidi laterali ci sono le figure di Sant’Anna e San Gioacchino.
Il pavimento sotto la cupola è ad intarsio marmoreo e a mosaico.
Nella chiesa c’è anche un bel tabernacolo in lapislazzuli e l’Ascensione, tavola di Vincenzo da Pavia.
Dopo questo percorso molto interessante siamo rientrati a scuola.
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