Artù leone vegano

Una favola ironica e attuale, che ci parla del coraggio necessario per rompere gli schemi, di fiducia in sé e di valorizzazione della differenza… per essere davvero e fino in fondo fedeli a se stessi.

 

di Eva A., I E (plesso Archimede)

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 Artù, un giovane leoncino stava apprendendo l’arte della caccia. Ogni giorno si acquattava in attesa della preda e poi si lanciava con il padre all’inseguimento che terminava molto presto. Suo papà era il Re della Foresta e nessuna preda era mai riuscita a fuggire.

Artù non aveva mai addentato una preda, si limitava ad accompagnare il padre. Ogni sera, dopo la cena che consumava con qualche senso di colpa, si addormentava con questo pensiero: – Non riuscirò mai a uccidere neanche un topolino! Perché noi leoni dobbiamo rendere orfani tanti cuccioli? – Fino a quando una notte decise:- Basta, da domani non mangerò più carne!

L’indomani Mamma leonessa svegliò il piccolo leone: – Dai Artù, vieni a fare colazione, la giornata che ti aspetta sarà faticosa. – Il leoncino si stiracchiò e con voce decisa disse: – Mamma Papà, probabilmente non vi piacerà ciò che sto per dirvi, ma è da tanto che ci penso. Da oggi divento vegano, non toccherò più cibo che non sia di origine vegetale!

Papà leone cominciò a ridere a crepapelle seguito da Mamma leonessa. – Fa’ come vuoi – disse – vedremo se stasera la penserai allo stesso modo. – E andò via per la consueta caccia.

– I miei genitori non credono che io ce la possa fare – pensò Artù – lo vedremo!

Mentre la mamma sistemava i giacigli, Artù si mise a vagare per la foresta in cerca di bacche, frutti e tuberi. Ne raccolse tanti e li portò nella grotta dove vivevano. Imbandì la tavola e cominciò a mangiare ciò che aveva raccolto. Il primo morso gli causò il voltastomaco. – Oddio, come si può ingoiare questa schifezza! – Ma pensando alle risate dei genitori non si arrese e mangiò tutto.

La sera arrivò il papà con una gazzella tra i denti. Artù aveva l’acquolina in bocca ma non voleva cedere e disse: – Mi sento strapieno, la sola vista del cibo mi fa venire la nausea, meglio andare a dormire. – Inutile dire che quella notte ebbe gli incubi.

Trascorrevano i giorni e Artù a poco a poco si abituò a mangiare solo vegetali. Ogni giorno che passava, sembrava che stesse sempre meglio. Papà leone e Mamma leonessa cominciarono allora a preoccuparsi.

Dopo qualche tempo il padre lo chiamò e gli disse: – Artù, ormai sei grande, ti sta crescendo la criniera e non è più tempo di giocare. Tu sarai il futuro Re della Foresta e invece è da oltre un mese che passi le giornate a raccattare ogni sorta di insignificante vegetale! E come se non bastasse, vai in giro con tutti i perditempo della foresta, scimmie, gazzelle, lepri, conigli anziché andare a cacciare con gli altri giovani leoni. Ormai non fai più paura a nessuno, sei diventato il Giullare della Foresta!

Artù rispose: – Papà, per me non è stato facile abituarmi a vivere di sole bacche, i primi giorni mi sembrava di impazzire dalla fame. Ma il mio desiderio più grande era quello di non uccidere altri animali e di non lasciare tanti cuccioli orfani. Io lo so che è nella nostra natura essere predatori e che uccidiamo solo per sopravvivere, ma io ho solo seguito il mio istinto, diverso da quello degli altri leoni. Ora sono felice e non voglio tornare indietro. Non intendo convincervi a diventare vegani ma vi chiedo solo di accettare con serenità la mia diversità. Ora devo andare dai miei amici, papà, ci vediamo stasera.

Papà leone tornò mestamente a casa e rivolgendosi alla moglie disse: – Cara, tuo figlio è diventato un micione smidollato e temo che non riusciremo più a recuperarlo. Diventerò lo zimbello del branco e chissà se riuscirò a rimanere Re ancora per molto!

Mamma leonessa lo abbracciò e disse: – Caro, noi siamo i potenti della Foresta e quando andiamo in giro non incontriamo nessuno perché tutti fuggono. Siamo destinati a vivere sempre soli, fra noi. Guarda invece Artù come gioca sereno con tutti gli animali della foresta. Tutti lo cercano e hanno piacere a stare con lui. Dobbiamo essere felici per lui e rispettare la sua scelta.

Papà leone allora disse: – Hai ragione, cara, dopotutto ci sono guai peggiori di un figlio erbivoro! – Prese la consorte sottobraccio e aggiunse: – Andiamo, presentiamoci agli amici di Artù, per oggi, ma solo per oggi, tregua!

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