Ficuzza, che Bellezza!

di Eva A., I E

Giovedì 22 ottobre ho partecipato con la mia classe alla prima gita scolastica dell’anno.

Siamo partiti in pullman da Piazza Castelnuovo alle ore 8,30 circa. Il cielo era totalmente coperto di nuvole grigie e minacciava di piovere a dirotto. Dopo circa mezz’ora siamo arrivati nel borgo di Ficuzza, davanti alla Real Casina di Caccia che il re Borbone Ferdinando III di Sicilia fece costruire, fra il 1802 e il 1806, per usarla come residenza di caccia. In seguito, attorno all’edificio nacque il villaggio.

Il palazzo, sul modello della Reggia di Caserta, fu progettato dall’architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia. Al centro del palazzo si nota lo stemma reale dei Borbone e ai lati la statua del dio Pan, protettore dei boschi e quella di Diana, dea della caccia.

La visita del palazzo, con all’interno un museo multimediale, è stata molto interessante.

Innanzitutto abbiamo visto un filmato sulla storia del borgo di Ficuzza, del bosco omonimo e del palazzo. Poi è iniziata la visita.

Ficuzza

Siamo entrati in una stanza dove erano esposte delle piante essiccate. In particolare ci hanno parlato della Armeria Gussonei che si trova nei punti più alti del bosco, come Rocca Busambra a 1.600 m. di altitudine, della Viola Tineorum, della Valantia Deltoidea, del Trifolium Michelianum, della Hieracium Busambrese recentemente scoperta proprio a Rocca Busambra. Un’altra interessante pianta di cui ci hanno parlato è la Ceterach Officinarum o erba Spaccapietre.

In un’altra stanza abbiamo visto un poster con altre piante raffigurate. Ci hanno spiegato che le piante sclerofille sono quelle che fioriscono nel periodo invernale e conservano l‘acqua per le altre stagioni, le piante annuali sono quelle che fioriscono solo un mese l’anno, e le piante pirofite sono quelle che fioriscono solo in estate e in primavera.

In un’altra stanza ancora abbiamo visto le piante aromatiche come l’Artemisia Arborescens, la Foeniculum Vulgare, l’Origanum Heracleoticum, e le piante velenose come la Solanum Dulcamara e la Conium Maculatum, la cicuta, che causa allucinazioni, dolori addominali e vomito. Abbiamo anche visto le piante parassita come la Cytinus Hypocistis e come la Orobanche variegata.

All’interno del palazzo mi ha colpito la bellissima stanza da letto del re, adornata con affreschi che rappresentano la dea della caccia Diana.

Ficuzza affreschi

Abbiamo anche visto la piccola chiesetta privata dal balconcino che usava il re per assistere alla messa. All’interno della cappella si trova un quadro di Santa Rosalia. Nel palazzo ci sono 15 camini, due meridiane e due campane.

Molto interessante è stato visitare le cantine e la stanza che veniva riempita di neve per usarla come ghiacciaia. Nelle cantine ci hanno mostrato il sorbo montano, il sorbo fillirea, il falso pepe, il corbezzolo, il biancospino di Sicilia, le galle di quercia, le foglie di pino nero, di bagolaro, di azzeruolo, di cotogno.

Poi siamo andati a visitare il Centro Regionale Siciliano per il Recupero della Fauna Selvatica dove sono ricoverati e curati tanti animali che sono stati feriti. Abbiamo visto il falco di palude, l’allocco, il barbagianni, il gufo reale, il gheppio, l’aquila minore, il nibbio bruno, il falco subbuteo, la poiana, l’aquila anatraia minore.

Prima del pranzo siamo andati nel bosco e abbiamo visto una pianta velenosa, di cui non ricordo il nome, che veniva utilizzata per pescare le anguille.

Dopo questa intensa mattinata siamo andati a pranzare all’Antica Stazione e siamo rientrati a Palermo soddisfatti della bellissima giornata trascorsa tutti insieme.

Ah dimenticavo, siamo tornati tutti asciutti! Non era scontato date le premesse del mattino, ma poi la pioggia ci ha graziato! Alla prossima.

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