FACEBOOK, croce e delizia di figli e genitori

di Margherita B.

Facebook: inizialmente nato come piattaforma di rete scolastica, forse era meglio che rimanesse tale. Certo, Mark Zuckerberg non avrebbe rinunciato mica ai così tanti soldi che noi, a nostra insaputa, gli doniamo ogni giorno. Ebbene, è un social network, sì, ma in certi casi può anche rovinarti la vita; un social network nasce per riuscire a mettere in contatto più persone abitanti in tutto il mondo, eppure noi ne approfittiamo per nasconderci. Alle volte mi chiedo perché io debba messaggiare, tramite un computer, con qualcuno che abita a pochi metri da casa mia: dov’è finito il piacere di scambiarsi sguardi con la persona con cui si discute? Di sentire il suo tono di voce quando parla e di vedere la sua espressione senza ricorrere all’uso di uno “smile”? Perché invece di dichiarare su Facebook un sentimento che proviamo, non lo facciamo attraverso una lettera scritta a mano con tutte le nostre forze, i nostri fogli sprecati e il nostro inchiostro? Perché invece di condividere un post sulla nostra bacheca, non condividiamo una cioccolata calda offerta di tasca nostra col nostro migliore amico? Oppure, perché pubblicare una foto che condividiamo con tutto il mondo, sempre a nostra insaputa e nonostante tutti i sistemi di privacy cui ricorriamo, se possiamo conservarla e farla stampare per poi attaccarla in un album cartaceo, che dura per sempre? Che pure i tuoi figli potranno consultare senza pagare una connessione ad Internet? Certo, è bello mostrare a tutte le persone a cui teniamo i nostri momenti di felicità, ma a quale scopo? Suscitare la loro invidia? Perché per molte persone si tratta di questo. Un’altra cosa che mi reca davvero fastidio in questo social network è l’incoerenza. Io vorrei chiedere a tutte quelle persone che dietro un computer fanno i duri, il motivo per cui non vengono a parlare di presenza alle persone cui si vuole dire qualcosa; che io sappia le persone non mordono… E poi sono curiosa di sapere quale gusto prova la gente a offendere ed umiliare qualcuno davanti a milioni di persone. Spesso mi fermo a pensare a come sarebbe la nostra vita senza Facebook. Senza “likes” alle foto, senza i “visualizzato alle…” che ti rovinano la giornata, senza andare a controllare la situazione sentimentale di qualcuno per cui proviamo attrazione fisica, o di qualcuno che non ci va molto a genio e fingiamo non ci importi nulla, mentre siamo pronti a sapere ogni sua mossa per criticarlo. Tra i rischi di un social network rimane a primo posto il dubbio che qualcuno si possa celare dietro un falso nome, ma da non tralasciare è il fatto che il famoso “Facebook” di cui parlano tutti possa creare una vera e propria dipendenza che ti isola dal resto del mondo e aumenta la tua timidezza; infatti, come potrai scambiare qualche parola con una persona a cui tieni particolarmente, se sei abituato a digitare tutto su una tastiera? Il coraggio di vedere la persona umana con tutti i suoi toni vocali, le sue espressioni, i suoi sorrisi con le labbra o con gli occhi, dov’è? Parlo a chi fa frequentemente uso di facebook, me compresa: un social network esiste per comunicare con qualcuno che non abbiamo la possibilità di vedere, se solo lo capiste, vi assicuro che non scrivereste tutte quelle frasi in cui parlate male della vita, dono unico ed irripetibile. Vi assicuro che se provaste a vivere, vivere davvero, capireste che il mondo non è così male, e poi è pieno di colori, in tutte le loro sfumature… Non si limita solo al bianco e al blu di facebook. Provate, lo troverete divertente.

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