Invictus

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Diario di una migrante

10 ottobre 2013
Del fatto che sia il 10 ottobre non ne sono molto sicura. La gente attorno a me non fa che gridare questa data, chissà perché… Forse sperano che questa sia la data decisiva, la data che segnerà il loro destino: la data che rappresenterà l’inizio di una nuova vita. Io ho perso la cognizione del tempo, mi sembrano millenni quelli passati su questo barcone, lontano dalla mia casa, da mio padre e da mio fratello rimasti sulla mia terra a combattere. Ho fame. Quei due che guidano il barcone ogni tanto ci buttano qualche pezzo di pane e un po’ di patate, e ci lasciano azzannare come animali. Io ormai ci ho rinunciato, penso che manchi poco allo sbarco. Che bello, ancora non riesco a crederci: una nuova casa, degli amici, UNA SCUOLA… Mi piacerebbe che anche papà e mio fratello si godessero tutto questo. Anche se io parlo come se tutto questo fosse già iniziato. Chi lo sa, forse affonderemo. Ma non voglio essere pessimista, perché non ho fatto altro per tutta la mia vita (se vita si poteva definire). Ora smetto di scrivere, forse a mamma si sono rotte le acque.
11 ottobre 2013
Tengo la mia sorellina stretta perché la mamma non ha forze. Il barcone si va sempre più inclinando. C’è tanta acqua attorno a me. Come può della semplice acqua distruggere i sogni di una dodicenne? Forse non ho torto quando dico che essere pessimisti è la miglior cosa; prepararsi al peggio, intendo, così si evitano mille delusioni. Sento che sto per morire ma ormai non m’importa più… Spero solo che mia sorella riesca a realizzare quello che era il mio sogno, e quello di altre 247 persone.

Margherita B., II E

Politeama, Politeiamo…

Per il nostro blog giornale abbiamo scelto un titolo che rievoca il monumento più rappresentativo del quartiere in cui si trovano le nostre quattro scuole: Archimede, Federico II, La Masa e Serpotta.

Il nome Politeama, del resto, significa, com’è noto, “teatro che si presta a spettacoli di varia maniera”. Allo stesso modo, il nostro Istituto Comprensivo riunisce quattro realtà variegate e variopinte, che hanno cominciato lo scorso settembre il loro viaggio insieme.

Questo giornale vuole essere il terreno d’incontro, la tavola comune in cui far brillare “la convivialità delle differenze”, perché crediamo fermamente, sperimentandolo ogni giorno, che la diversità è sempre e comunque una risorsa.